“Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Una maestosa storia d’amore e di «rock parrocchiale»

“Questa è la storia
del nostro amico Alex
che si era innamorato di Adelaide, detta Aidi.
Lui pedala,
pedala,
pedala e arriva in cima…”

Ve la ricordate? Se questo ritornello vi suona anche solo vagamente familiare vuol dire che avete visto il film del 1996 con Stefano Accorsi e Violante Placido tratto dal romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi. Caso editoriale degli anni Novanta, il libro d’esordio di Brizzi ha conquistato un’intera generazione e incollato alle pagine migliaia di ragazzi (ma non solo) che si sono immedesimati nella storia (e nella vita) di Alex D.
Non è un caso che il sottotitolo di Jack Frusciante è uscito dal gruppo sia Una maestosa storia d’amore e di rock parrocchiale, perché di rock e musica in generale ce n’è parecchia nel romanzo, più che un sottofondo, una colonna sonora che accompagna quasi tutti gli episodi del libro: Red Hot Chili Peppers, Sex Pistols, Ramones, Cure, Clash, Faith No More, Pixies, ma anche Elio e le Storie Tese e Vasco Rossi.

Primi grandi amori, corse in bicicletta, libri e tanta tanta musica sono gli ingredienti di un romanzo che racconta l’inizio degli anni Novanta dal punto di vista di un diciassettenne in cui è difficile non riconoscersi, soprattutto se siete stati adolescenti in un’era in cui non c’era ancora traccia di Whatsapp, Facebook o Instagram, e si usava ancora telefonare a casa della ragazza o del ragazzo che ti piaceva.

“I Red Hot Chili Peppers prima avevano alla chitarra tale Hillel Slovak, attualmente morto, a cui era dedicato Mother’s Milk, e proprio quella mattina il nostro roccioso aveva letto su Vox che anche Jack Frusciante era uscito dal gruppo, adesso.
Jack Frusciante era stato il nuovo chitarrista della band, per un paio d’anni. Era un tipo magro e muscoloso, sul metro e settanta. […] Alex lo ricordava in particolare nel video di Under The Bridge, in cui lui suonava l’intro con una Fender Jaguar, maglione e cappuccio peruviani, davanti a una pacchiana scenografia western. E adesso, in modo assolutamente inspiegabile, il vecchio Frusciante aveva abbandonato il gruppo. Adesso che non si trattava più di suonare per due lire nei club di Hollywood o ai festival underground, adesso che piovevano soldi a palate ed era in corso il tour mondiale. Adesso che arrivavano il disco d’oro, i Grammy Awards, la fama e la sicurezza, lui se n’era andato. E forse, da solo, quel vecchio non sarebbe stato nessuno, poiché era ancora troppo poco noto.
Dunque, non era stata una mossa alla Peter Gabriel che lascia i Genesis all’apice della popolarità per darsi a una gratificante carriera solista. Per lui, probabilmente, c’era solo il ritorno a Hollywood, la droga, forse un nuovo complesso di fama strettamente locale; e i gestori avrebbero scritto con le lettere fluorescenti sui cartelloni dei loro locali J. Frusciante Former Red Hot Chili Peppers Guitarist, e lui avrebbe suonato lì, mentre la gente fumava senza considerarlo troppo, e forse qualcuno con una buona memoria si sarebbe chiesto il perché di una mossa tanto stupida…”
Certo che era difficile da mandar giù, una scelta in apparenza così sconclusionata, e il vecchio Alex, che amava riflettere, alle volte, sulle trame dei fili sottili del Destino, aveva continuato a rompersi la testa fino all’imbarco.”» 

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