Librai d’eccezione – Bernard Black

Personaggio: Bernard Black, libraio misantropo, ubriacone, antigienico e ciminiera della super-comica serie britannica Black Books.

Accompagnatrice: Arianna Lodeserto, libraia a volte, traduttrice altre volte, foto e reporter in vite parallele.

Libreria: Black Books, 13 Little Bevan Street, Bloomsbury, London WC1.

I consigli

Chiedi e ti sarà dato, di Esther e Jerry Hicks

Un bel brutto giorno Manny Bianco entrò dalla sciagurata porta della mia libreria londinese, chiedendomi in fretta e furia “Il libricino della calma”. Perplesso più del solito, provai svogliatamente ad indirizzarlo verso un bel catalogo di carrarmati texani… così, a scopo catartico, ma lui insisteva nel reclamare quel libricino di soli due pollici. Stremato dalle sue brame, glie lo concessi. Tant’era la furia che lo ingoiò tutto d’un fiato, in senso biblico s’intende, e da lì seguirono vicende ospedaliere assai singolari, e tanto stimai il calmissimo capellone quale Manny era diventato, che decisi di assumerlo come commesso nella mia libreria. Ma la calma introdotta da quel Manny nel mio caotico regno d’inchiostri mi risulta irriverente, insopportabile, e per questo mi tocca licenziarlo un giorno sì e l’altro pure. Onde evitare inconvenienti simili, ai clienti dai gusti così dubbi da allora consiglio soltanto le carte sottili di Chiedi e ti sarà dato. Se proprio devi darti al new age, giocatelo a carte! Vincerai consigli preziosi come: “Cosa accadrebbe se la Fonte fosse nei miei panni fisici?”; “Posso accettare me stesso come Essere Vibrazionale”; “Devo essere abbastanza egoista per allinearmi al mio stato di benessere” “Perché ci sto mettendo così tanto tempo?”; “La sensazione di esaurimento che provo mi sta Suggerendo qualcosa di Importante”; “Non oppongo resistenza alla manifestazione del mio apprezzamento”; “Dal momento che ogni Richiesta viene soddisfatta, non sento alcuna Competizione”; “Il mio declino finanziario non farà stare meglio i poveri”; “Non metterò ingredienti indesiderati nella mia torta”. E questo è quanto.

Bartleby lo scrivano, di Herman Melville

E così quel Manny cercava sempre di convincermi a fare le cose come si deve. Ad esempio, a compilare per intero la dichiarazione dei redditi. Ma io non ero capace, scrivevo tutto su minuscoli post-it, tutto o meglio quel poco che mi ricordavo di quei clienti impertinenti capitati a sproposito tra le mie mani… Ma poi non riuscivo a rileggere la mia scrittura, specialmente con l’aggiunta di vino stagionato e nuvole di innumerevoli sigarette davanti agli occhi. Ma io avevo un altro esempio da seguire, un luminare del “preferisco di no”, che se ne sta nel suo rifugio e non ha bisogno di copiaincollare. Era un libro essenziale, composto in quella bella forma che non si perde in chiacchiere, un modello insuperabile di svogliatezza per posizione, ammirato dai filosofi più mattacchioni di questo mondo e quell’altro. “Il fallimento è la vera prova della grandezza”. E chi oserebbe dargli torto.

Non ho fatto i compiti perché, di Davide Calì e Benjamin Chaud

In caso questi esempi di grande esoterismo e letteratura non bastassero a cavarsela giorno per giorno, si può infine ricorrere a un altro utilissimo manuale di fantasia inoperosa: Non ho fatto i compiti perché è un bel libricino a disegni belli che ispirerà le migliori scuse per ogni mancato dovere, ad esempio:
“Il mio cane è stato ingoiato da un altro cane e ho passato tutto il pomeriggio dal veterinario”; “Anche ieri sono stato rapito dagli ufo”, “Le lucertole giganti hanno invaso il giardino” (del mio monolocale).