Libri&musica

Diceva Friedrich Nietzsche che “senza musica la vita sarebbe un errore”, forse anche i libri lo sarebbero, o comunque di certo mancherebbero di qualcosa, e forse è per questo che quasi sempre tra le pagine dei romanzi che leggiamo ci imbattiamo in melodie, titoli di canzoni, vecchi vinili e strumenti musicali, o in vere e proprie colonne sonore che accompagnano fluide la narrazione.
Ebbene, per queste nuove letture a tempo determinato, le prime del 2016, abbiamo deciso di mettere l’accento proprio sulla musica e di proporvi una carrellata di libri che in un modo o nell’altro hanno a che fare con le note. Romanzi che parlano di musicisti, biografie di cantanti, libri che ci ricordano particolari canzoni, personaggi ossessionati da un genere musicale, pezzi di storia della musica.

(Per tutta la durata del percorso di lettura, in libreria troverete i titoli della collana minimum fax musica con il 15% di sconto!)

La prima a fare le sue proposte musicali è Laura:

1) Sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj – Mondadori
Nel testo il riferimento è alla sonata a Kreutzer di Ludwig Van Beethoven.

2) Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christiane F.  – Rizzoli
Nel romanzo a Christiane viene regalato un disco del suo cantante preferito: David Bowie. Tra l’altro il film tratto dal libro, del 1981, vede la partecipazione dello stesso Bowie.

3) La fortezza della solitudine di Jonathan Lethem – Il Saggiatore
Il protagonista è un musicista, le sue canzoni immaginarie si mescolano a quelle vere di Barry White, Marvin Gaye e Al Green.

4) Miles. L’autobiografia di Miles Davis – Minimum fax
Un romanzo appassionante, un autoritratto, una testimonianza fondamentale per la storia della musica. Una grande enciclopedia del jazz in cui Davis parla di sé, dei suoi concerti, le donne, gli anni difficili dell’eroina. Appaiono come coprotagonisti Charlie Parker, Jimi Hendrix, Prince e molti altri.

5) Peggio di un bastardo di Charles Mingus – Sur
A oltre cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, resta una delle più amate autobiografie di un musicista, geniale contrabbassista e uno dei maggiori interpreti del jazz del Novecento.

Su minima&moralia potete leggere un estratto di Miles. L’autobiografia. Difficilmente riuscirete a staccarvene. 

“Passai la mia prima settimana a New York cercando Bird e Dizzy. Cazzo, passai al setaccio tutta la città cercando quei due, spesi tutti i miei soldi e non li trovai. Mi toccò chiamare casa e chiedere a mio padre di mandarmi ancora un po’ di soldi e lui me li spedì. Vivevo ancora in modo più o meno regolare, non fumavo, non bevevo e non mi facevo. Mi limitavo a starmene con la mia musica e questo era il massimo per me. Quando iniziarono le lezioni alla Juilliard, andavo con la metropolitana fino alla Sessantaseiesima Strada, dove stava la scuola. Diciamocelo, non mi piaceva quello che succedeva alla Juilliard. La roba di cui parlavano era troppo bianca per me, ed ero molto più interessato a quello che stava succedendo nel giro del jazz; questa era la vera ragione che mi aveva spinto a New York: intrufolarmi nel giro del jazz che nasceva al Minton’s Playhouse di Harlem o sulla Cinquantaduesima Strada, quella che tutti i musicisti chiamavano «la Strada». Questa era la vera ragione per cui ero venuto a New York: per succhiare tutto quello che potevo da questi posti; la Juilliard era una specie di cortina fumogena, una scusa, una copertura che mi serviva per portarmi più vicino possibile a Bird e Diz”. Continua a leggere

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