L’incontro dei Cospiratori con Rossella Milone

Sabato 9 gennaio la Libreria Lotto 49 ha ospitato Rossella Milone per parlare con i Cospiratori del suo ultimo libro. Si intitola Il silenzio del lottatore, pubblicato a settembre del 2015 dalla casa editrice minimum fax. Questo libro è una raccolta di racconti con protagoniste femminili (senza nome), adolescenti, ragazze, donne e signore anziane. Vengono descritte come presenze femminili devastatrici, distruttrici che si impongono e impongono le proprie scelte, i propri silenzi, le proprie fughe. Fragili e forti allo stesso tempo, solitarie e burbere, dal carattere difficile e indomabile, “io ero una che diceva no”, oppure addomesticate come Manuela nell’ultimo racconto. Comunque “sono narratrici senza menzogna” nell’analisi di sé e del rapporto con l’altro, quasi sempre trattasi della relazione con un compagno, ma anche con i vicini di casa, con l’ex marito o con l’amica. Queste protagoniste hanno tutte una fisicità molto forte e caratterizzata, il loro corpo percepisce una miriade di stimoli, di brividi, di sensazioni, friccicorii. Si possono trovare tante belle descrizioni del sentire fisico, del contatto delle mani che si avvicinano, che approcciano, che toccano, che si insinuano, ma anche di quella tensione affilata che c’è nello spazio di chi non si tocca e vorrebbe farlo.

Dalla lettura abbiamo trovato anche delle costanti ricorrenti nei diversi racconti. Una fra queste è il letto, che è descritto come uno spazio privato occupato dai corpi. A volte è un letto a soppalco “oltre Il quale si apriva il precipizio”, altre il letto è matrimoniale, ci sono anche letti singoli accoppiati che si aprono lasciando un vuoto al centro. Altre volte sono letti singoli divisi in una camera matrimoniale, letti singoli per coppie stanche o per coppie separate da anni.
Altra costante è il doppio piano temporale, dal vissuto e raccontato dalla protagonista si salta indietro nel tempo per dar spazio ai ricordi o per far spazio a un sogno, in un alternarsi continuo tra realtà e sogno, tra realtà e ricordo.
Un altro elemento che ricorre nei diversi racconti è la luce. Apparendo come fascio o “lingue, di fatto la luce disegna di volta in volta geometrie diverse a seconda se penetra dalle tende o dalle persiane. La Milone ci dice che l’uso che fa della luce è come quella descritta da Hemingway: la luce cade sulle situazioni come uno zoom, come un occhio di bue, mettendo in evidenza quello che è importante e funzionale al racconto.
E poi c’è il silenzio. Cos’è il silenzio in questo libro? A questa domanda Rossella Milone ci risponde che il silenzio è semplicemente il momento in cui si smette di fare le cose e ci si mette in ascolto. ll silenzio viene avvertito dal lettore non come il vuoto, non come il nulla ma anzi è come una zona di vibrante attesa alla ricerca delle parole giuste da dire e il momento in cui si cerca di imparare a tacere.
E in questi racconti conta tutto quello che la Milone dice e anche quello che non dice, quello che potrebbe esserci prima della descrizione dei fatti e delle persone e quello che ci sarà dopo la fine del racconto, lasciando così aperta la possibilità al lettore di immaginare un prima o un dopo come un non finito.
Rossella Milone ha fondato e coordina il progetto Cattedrale che è un osservatorio per monitorare, sostenere e promuovere il racconto come forma letteraria e ci spiega che in Italia, e in generale in Europa, è ancora una forma bistrattata, considerata meno nobile rispetto al romanzo. In Italia gli editori non pubblicano perché, così come si dice, non vendono e di conseguenza il lettore non è educato e abituato al racconto. Attualmente soltanto negli Stati Uniti e in America del Sud il lettore non fa distinzione tra un racconto e un romanzo, ed è solo in questi posti che il racconto ha il successo e il posto che merita. Rossella Milone, dopo aver scritto tre raccolte di racconti e un romanzo, preferisce il racconto. Secondo lei è più difficile saper scrivere un buon racconto che non un romanzo ed è anche più rischioso. Definisce il racconto una specie di apnea che ti costringe a stare in poche pagine. Parla di autori che secondo lei hanno dato il meglio di sé nel racconto come Buzzati, Landolfi, Maupassant, Doctorow. Cita alcuni racconti a suo avviso ben riusciti come Casa d’altri di Silvio D’Arzo, Se consideri le colpe e Mi riconosci di Andrea Bajani, Lo spazio bianco di Valeria Parrella e molti altri.

E poi, a chiusura e come sempre, i cospiratori hanno insistito per avere dalla scrittrice nomi di autori che apprezza, ma ancor di più autori e libri che proprio non le sono piaciuti. Come sempre non vi sveliamo niente e se la cosa vi incuriosisce non mancate al prossimo appuntamento.

Laura

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