“L’incubo di Hill House” di Shirley Jackson

“Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola”.

Inizia così L’incubo di Hill House, il romanzo più noto di Shirley Jackson, scrittrice americana autrice di numerosi e inquietanti romanzi appartenenti al genere cosiddetto “nuovo gotico”. Ammirata da Stephen King, che se ne lascerà influenzare profondamente, la Jackson dà vita a storie in cui espedienti narrativi e tematiche tradizionali come case infestate, riti iniziatici e presenze paranormali, si mescolano a teorie psicologiche e a riflessioni sui misteri della psiche umana.

Qui potete leggere un’analisi approfondita del romanzo (non leggetela fino alla fine se non volete scoprire come va a finire la storia!) e qui un interessante articolo su Shirley Jackson. Sapevate che la Jackson è molto brava anche come autrice comica?

Per conoscere gli altri consigli di lettura horror della libraia Benedetta leggete qui

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