Marsullo bis. Il secondo incontro dei Cospiratori con Marco Marsullo

La prima cosa che faccio appena incontro Marco Marsullo è ringraziarlo per aver avuto il coraggio di tornare da noi. Eh sì, perché lui fu uno dei nostri primi ospiti, quando, appena aperta la libreria, avviammo il progetto “incontri con l’autore” ed eravamo talmente inesperti e confusionari che a quell’incontro ci ritrovammo lui, noi e pochi altri. Ma, a detta sua, eravamo stati troppo cordiali per avere un brutto ricordo di noi.

A questo incontro invece, c’era lui, c’eravamo noi, e c’era un bel gruppo di Cospiratori e di semplici appassionati lettori. Marco è una persona conviviale che si lascia facilmente trasportare in una conversazione tra amici, tanto da arrivare a svelare segreti inconfessabili che naturalmente non possiamo rendere pubblici. Possiamo rendere pubblica, però, la passione e la costanza con cui questo trentenne napoletano ha voluto fare suo il mestiere di scrittore, nonostante il parere contrario della famiglia che lo voleva laureato. Ed è da qui che nasce il romanzo I miei genitori non hanno figli: primo e ultimo (dice lui) romanzo autobiografico: “Dicono che fare il genitore sia il mestiere piú difficile, ma nessuno ricorda mai che fare il figlio non è proprio una passeggiata. Soprattutto quando hai diciott’anni e i tuoi genitori pretendono tu sappia già scegliere cos’è meglio per la tua vita, anche se la loro non sembra esattamente quella che avevano immaginato. E allora li osservi muoversi in quel microcosmo fatto di amicizie che possono tornare utili, di colleghi che hanno solo figli geniali, al contrario di te, di solitarie battute di caccia in Lettonia e turn over di fidanzati, e quasi ti arrendi all’idea che sarai proprio tu il loro ennesimo fallimento.”
Per quanto autobiografico, il libro potrebbe essere la storia di molti ragazzi o genitori, anzi, lo è. E infatti Marco dice di aver ricevuto molte testimonianze in merito, addirittura di genitori che hanno cambiato il loro approccio con i figli dopo averlo letto. Di testimonianze simili ce ne sono state anche durante l’incontro.

Abbiamo parlato con Marco degli autori che stima di più, ovvero Diego De Silva e Niccolò Ammaniti (“è un genio, lo studieranno sui manuali di letteratura”), ma il nostro ospite ha alzato il cappello anche davanti a Michele Mari e Maurizio De Giovanni, suo conterraneo. Su tutti, però, vince lo scrittore americano Christopher Moore, autore di Il Vangelo secondo Biff, amico di infanzia di Gesù, il romanzo preferito di Marco, “il romanzo perfetto”.

Naturalmente gli abbiamo anche strappato la confessione su quale autore non gli va proprio giù e, a parte uno di cui ha rispetto ma non apprezza il modo di scrivere, ci confessa che c’è qualcuno che non ha mai letto ma che non sopporta avendolo incontrato più volte di persona. E alla fine ci sorprende scegliendo come libro omaggio della libreria proprio il romanzo di quest’ultimo!
Cosa? Volete sapere i nomi? Per conoscere gli oscuri segreti che i cospiratori riescono a carpire ai loro invitati, l’unica possibilità è non mancare agli incontri.

Michela

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